Nuovo Progetto 3

Callimaco 28
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Callimaco
La resistenza umanistica della poesia
 
Il quadro a tecnica mista dal titolo "1915" dipinto da Antonella Jacoli fa da sfondo alle parole del sito. In tale nuovo contesto vuole indicare la necessità di difesa della poesia nell'epoca del dominio della tecnica.  

Questo sito di poesia è per chi ama fare, leggere, commentare poesia.
Callimaco simboleggia qui la linea della brevità e della raffinatezza poetica, che giunge fino alla versificazione contemporanea.
Callimaco di Cirene (colonia sulle coste della Libia) fu il più grande poeta greco dell'età alessandrina, epoca ricompresa tra la morte di Alessandro Magno ( 323 a. C.) e quella di Cleopatra (31 a. C.), in cui si affermò il libro (rotolo di papiro) come principale mezzo di diffusione della cultura. Callimaco, maestro di scuola, visse alla corte di Tolomeo il Filadelfo e operò come filologo e intellettuale della Biblioteca di Alessandria. Divenne modello di stile per generazioni di poeti, grazie alla sua raffinata cura formale e del dettaglio (labor limae), alla novità portata alla tradizione (il giambo venne resuscitato con spirito diverso), all'arte allusiva e ironica. Poeta moderno, fece prevalere l'eleganza e la perfezione sulle emozioni dissimulate. Scrisse Aitia (Le origini), Ecale, Inni e una sessantina di Epigrammi, questi ultimi quasi tutti trasmessi per mezzo dell'Antologia Palatina, e scritti per la maggior parte in giovane età. L'epigramma, genere elettivo dell'epoca ellenistica, si caratterizzava per la brevità e l'erudizione, e aveva per temi tipici il simposio, l'eros, l'epitaffio, le riflessioni metaletterarie. Tra gli Epigrammi di Callimaco il n. 28, contenuto nel libro XII dell'Antologia Palatina, può considerarsi il manifesto della sua poetica, dove vengono in luce l'odio per il poema ciclico (epico) e la visione elitaria del vivere (odia l'amante infedele e bere alla fontana comune), anche se poi conclude ammirando sì la bellezza di Lisania, ma ascoltando la voce interiore che l'avverte che un altro lo possiede.  
 
 
 
 
Antonella Jacoli

Bio-bibliografia
 
 
Nasco e vivo a Modena, mi sono laureata in legge nella mia città, ho studiato storia moderna, per alcuni anni ho avuto una bottega di disegno su carta. Ho pubblicato i seguenti libri di poesia: Solstizi di solitudini (Tempo al libro 2012), Frammenti al padre (Youcanprint 2014), Radiofaro (Ladolfi 2016), Nascondimenti (Aurora 2018), con le fotografie di Gabriele Ugolini, e Gallo rosso (Ladolfi 2019), Vox – ballata per giungle e tempeste (Arsenio ed. 2022) e Piccola suite per Brodskij (Europa ed. 2022), Sogni di pietra (Consulta 2023). Mie poesie sono state inserite nella rivista Steve, in  raccolte Rossopietra e Filo rosso, racconti in antologie di Consulta e di Braviautori (fantascienza). Ha vinto il primo premio al concorso di poesia di San Pietro in Cariano (Vr) 2020. Compongo brevi testi teatrali e disegno ritratti. Scrivo articoli letterari per la rivista di neuroscienze Anemos e Ilfilorosso. Faccio parte del circolo poetico di Modena La Fonte d’Ippocrene. Passioni: musica classica tra 1800 e 1900, fantascienza, pittura in stile americano, filosofia. Cell. antojacoli@gmail.com e antonella.jacoli@alice.it
 
Sul sito di RADIAMO e su Facebook è possibile rivedere i podcast delle puntate della trasmissione Il fagiano nel cespuglio, con Antonella Iacoli, Antonio Nesci e Michele Lalla.
Marco Raimondi

nasco a Modena, dove vivo con mia moglie Antonella Iacoli e dove lavoro. All'attività in banca affianco alcune grandi passioni: lo studio di temi storici, in particolare napoleonici, convinto che l'analisi della storia ci dia gli strumenti per capire meglio il nostro tempo, e il ciclismo, sport che pratico con il gruppo ciclistico della BPER Banca SpA., infine la letteratura, che leggo con continuità. Cell. marcoraimondi40@gmail.com

Contatti: antojacoli@gmail.com
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